Originariamente scritto in inglese, tradotto da OpenAI.
Per molto tempo, più o meno da quando sono tornato su Slowly, mi sono ritrovato affascinato dalle storie condivise dagli utenti, curioso di come le persone avessero il desiderio di condividere se stesse con il mondo intero. Mi capitava a volte di leggere storie di persone che, dopo anni di lettere, finalmente si incontravano nella vita reale, superando qualsiasi barriera geografica. Ho sempre pensato che tutto questo fosse davvero incredibile; mi chiedevo quanto profonda e meravigliosa dovesse essere la connessione tra queste persone per portare quelle due anime a trovarsi faccia a faccia per la prima volta. Ho sempre immaginato che raggiungere qualcosa di così fantastico fosse molto raro e devo ammettere che, dopo aver letto alcune di queste storie per mesi, mi sono chiesto se anche per me sarebbe mai arrivata l’occasione di incontrare qualcuno conosciuto tramite Slowly. Il motivo principale per cui ho ricominciato a usare questa app era scrivere a qualcuno lontano e migliorare il mio inglese scritto; non avevo altre aspettative particolari. Per questo ho sempre visto un incontro nella vita reale come qualcosa di improbabile, un sogno, qualcosa di così bello e affascinante da sembrare quasi troppo perfetto per essere vero. Ebbene, non avrei mai immaginato che all’inizio di settembre 2025 questo sogno si sarebbe magicamente trasformato in realtà.
Tutto è iniziato qualche mese fa, quando ho avuto la possibilità di conoscere una ragazza portoricana che viveva in Florida, la quale stava pianificando un tour completo del mio Paese (l’Italia) per il mese di settembre. A essere del tutto onesto, all’inizio ho preso la cosa molto alla leggera: le ho parlato un po’ della cultura qui e di vari luoghi, scambiandoci lettere completamente “normali”. Ho notato subito interessi simili tra noi: ovviamente il viaggio, cosa comune a quasi tutti noi utenti di Slowly, ma anche il desiderio di avere quella totale flessibilità che può farci sentire davvero liberi in un mondo in cui tutto sembra programmato e predeterminato.
Poi, quando mi ha detto che sarebbe arrivata presto, sono rimasto completamente sbalordito; non potevo credere che sarebbe stata nel mio Paese così presto. È stato magico quando ho ricevuto la sua prima lettera dall’Italia: ero abituato a vederle arrivare dagli USA e ad aspettare 24 ore; rendermi conto che tutto questo stava accadendo mi ha reso felicissimo e allo stesso tempo in qualche modo frastornato.
Ma più di ogni altra cosa mi ha colpito il suo coraggio nell’affrontare quel viaggio da sola, il coraggio di fare il salto e inseguire i suoi sogni qualunque cosa accada. Da qui ho iniziato ad ammirarla ancora di più, vedendo in lei una sorta di modo di vivere ideale, una persona speciale da cui tutti dovrebbero trarre ispirazione, io per primo.
Non le ho mai chiesto esplicitamente di incontrarci perché quello era il suo viaggio, il suo sogno. Pensavo sarebbe stato un po’ irrispettoso e invadente dire “allora, ci vediamo oppure no?”. Ero tentato di farlo ma alla fine è stata lei a proporlo, e in quel momento mi sono sentito davvero felice. Avevo fantasticato a lungo di incontrare qualcuno da molto lontano, qualcuno che non parlasse la mia lingua, qualcuno cresciuto e vissuto in un posto completamente diverso dal mio. Finalmente tutto questo stava per diventare realtà e non riuscivo più a contenere l’esultanza per quello che prometteva di essere uno dei giorni più indimenticabili della mia vita.
Devo ammettere che, oltre all’emozione più che giustificata, provavo anche un po’ di paura al pensiero di ciò che stava per accadere: per me era un evento unico e ovviamente c’era il rischio di non riuscire a connettere di persona e rovinare un’amicizia durata mesi. Dentro di me c’era una parte che continuava a dire che forse sarebbe stato meglio lasciar perdere, ma l’altra parte non mi avrebbe mai perdonato se avessi buttato via un’opportunità del genere. Così alla fine ho risposto alla sua lettera, fissando l’incontro per venerdì 5 settembre in centro a Firenze.
Ricordo ancora bene la mattina in cui mi sono svegliato sapendo che la strada che avrei percorso quel giorno sarebbe stata molto diversa dal solito. Mi sono preparato con il sentimento di chi sa che, quando tornerà, non sarà più lo stesso. Ho preso l’auto e sono partito verso la culla del Rinascimento, con il cuore che batteva più forte a ogni chilometro percorso. Appena arrivato mi sentivo già in qualche modo soddisfatto: ero felice di essere lì e mi godevo l’attesa dell’evento fantastico che stava per accadere. Sapevo che in quel momento lei era impegnata, così ho deciso di fare una bella passeggiata per la città nel frattempo, stringendo tra le mani una lettera fisica scritta apposta per lei, il cui contenuto è personale e non sarà rivelato in questa storia.
Quando arrivò l’ora dell’incontro avevo il cuore in gola: ero lì, a pochi metri dal punto stabilito, le statue di due leoni, scelte da me come luogo d’incontro perché rappresentano i nostri segni zodiacali, aspettando un suo messaggio che mi dicesse che era arrivata anche lei. Appena l’ho ricevuto ho fatto un bel respiro profondo e mi sono diretto sotto le statue; ogni passo era diventato pesante e quasi mi mancava il fiato pur camminando normalmente. Una volta arrivato ho cominciato a cercare una persona corrispondente alla descrizione ma non vedendo nessuno, ho iniziato a girarmi come chi non sa dove si trova. Poi a un certo punto mi sono voltato e l’ho vista venire verso di me, finalmente era arrivato il momento che aspettavo da così tanto. Ricordo perfettamente quegli istanti: ricordo il suo slalom tra quelle ultime persone della folla che ci separavano e lentamente tutto intorno a lei sembrava scomparire. In una piazza con decine di migliaia di turisti era come se ci fossimo solo noi, come se il tempo si fosse all’improvviso fermato e l’intera città in quel momento fosse tutta nostra. Alla fine, in quei momenti che sono durati una vita intera, lei è arrivata davanti a me, l’ho abbracciata e le ho consegnato la lettera. In quell’istante mi sono sentito libero come non mai, ogni peso della vita era svanito e ho sentito di aver raggiunto una sensazione di felicità pura e autentica. Tutto ciò che avevo sognato nei giorni precedenti si stava avverando ed era tutto così bello, proprio come lo avevo immaginato.
Anche lei era come l’avevo immaginata: appariva così dolce, mi ha davvero dato l’impressione di essere una persona buona e gentile. Ho sentito subito che volevo essere suo amico e in quel momento ho capito che quel giorno sarebbe stato fantastico qualunque cosa fosse successa dopo e che quell’incontro sarebbe stato solo l’inizio di una nuova vita per me.
Durante quel giorno abbiamo camminato tantissimo insieme, i miei piedi vorrebbero precisare “troppo” 😅. Non c’era un’attività pianificata per la giornata, in realtà ero così emozionato che se qualcuno mi avesse detto che ero in Antartide, quasi ci avrei creduto. Siamo finiti a girare un po’ a caso per i negozi cercando uno zaino per lei, che abbiamo finalmente trovato quando stavamo quasi perdendo la speranza. Ammetto che a volte ci sono stati alcuni piccoli problemi di comunicazione che hanno creato situazioni imbarazzanti di cui poi abbiamo riso. E alla fine ho voluto accompagnarla al suo appartamento in affitto, anche se era lontano da dove avevo parcheggiato l’auto. Questo perché ogni singolo minuto passato con lei era importante per me, tanto che nel mio cuore desideravo che quel giorno durasse per sempre. Quando ci siamo salutati stavo per mettermi a piangere davanti a lei. Avrei voluto dire mille cose, ma in quel momento la mia mente faticava a trovare le parole; credo che i miei occhi abbiano parlato molto più di quanto avrebbero potuto fare le parole. E alla fine, in quella piazza “sconosciuta” alla periferia della città, che ora è diventata per me più speciale di qualsiasi monumento storico, ci siamo dati l’abbraccio finale, un abbraccio durato un’intera vita. Se chiudo gli occhi adesso, riesco ancora a sentirmi in quel preciso momento e in quel preciso luogo.
Una volta tornato a casa ho sentito dentro di me la sensazione di aver vissuto qualcosa di incredibile. Ripensandoci, non ricordo un giorno in cui sia stato così spontaneo, non ricordo un giorno in cui abbia sorriso così tanto e con così tanta voglia di farlo. La mia cara Janice non mi ha solo regalato lo splendido ricordo di una giornata trascorsa insieme, in quel 5 settembre mi ha restituito me stesso, la versione di me che vorrei essere ogni giorno e tutte le emozioni che ne derivano. Negli ultimi anni mi ero concentrato troppo sugli aspetti materiali della vita, pensando che la felicità ne sarebbe stata la conseguenza. Invece grazie a questa meravigliosa avventura ho capito che non è così, o meglio, che non è quella la priorità. Ciò che davvero desidero non è essere stimato, ammirato e rispettato da tutti. Il mio vero sogno è avere occhi che mi guardino come i suoi quel giorno; qualcuno di sconosciuto che diventa speciale in così poco tempo e che lo rimarrà per sempre. Tutto questo senza una ragione logica e precisa, ma semplicemente perché condividiamo una connessione che va oltre qualsiasi concetto che io possa descrivere a parole in questa storia che stai leggendo e che ci permette di sentirci vivi ogni giorno. Perché la felicità non è un traguardo che raggiungiamo attraverso i numeri, ma un volto amico che ti sorride quando senti di averne più bisogno.
Per questo motivo non dimenticherò mai quella data; sarà uno di quei giorni che rimarranno nel mio cuore per tutta la vita, uno di quelli di cui parlerò con le lacrime agli occhi anche in un futuro lontano quando tutti i miei capelli saranno diventati bianchi. Tutto questo sperando, naturalmente, che sia solo l’inizio per me e che avrò l’opportunità di vivere ancora di più questo e tutte le altre amicizie che la vita (e Slowly) mi regalerà. È più facile essere felici quando sai che dall’altra parte del mondo c’è qualcuno che tiene a te; ora sento che la mia vita è più preziosa e più degna di essere vissuta. Quando mi sveglio non mi sento solo una persona con la propria routine e i propri obiettivi, ma mi sento come un fratello lontano di tutte quelle persone che decidono di donarmi ogni giorno una parte di se stesse.
Perciò voglio ringraziare la mia cara amica Janice per tutto ciò che le parole non sono riuscite a descrivere in questa storia e ringrazio anche tutti i miei amici di penna per l’affetto che mi danno ogni giorno. Alla fine di tutto questo voglio ringraziare l’intero team di Slowly per aver reso possibile tutto ciò e per aver reso la mia vita molto più bella. Da giovane sviluppatore devo ammettere che vorrei tanto aver avuto anch’io l’idea di un’app così fantastica! 😂
Ah, e un ringraziamento speciale a chiunque abbia letto fino alla fine; un giorno brilleremo tutti insieme.
Vi amo tutti.